III. PRATICA RITUALE

1. La formulazione teorica del Thetan ha anche conseguenze d'ordine rituale. Con tutte le riserve del caso, potremmo parlare di un vero e proprio culto del Thetan, considerando che alla concezione del Thetan la Scientology deve soprattutto la propria peculiarità. In altri termini: formalità liturgiche, servizi religiosi, ministri del culto, simbologia, ecc. costituiscono un complesso che diremmo accessorio rispetto al Thetan, laddove il rito di ricognizione del Thetan (l'Auditing, di cui dirò poi) è qualcosa di fondamentale. Quanto all'"accessorio" possiamo considerarlo semplicemente mutuato dal cristianesimo, anche se la tendenza scientologista è di rifarsi alla comparative religion. Né si tratterebbe di due radici diverse dei prestiti formali, perché la comparative religion non è altro che l'inconscia riduzione di espressioni culturali extraoccidentali o precristiane alla tematica religiosa cristiana (almeno nell'uso che Ron Hubbard fa della comparative religion).

Quanto all'immagine apparentemente inconsueta del soggetto religioso che presta un culto al proprio Thetan invece che a un dio o ad una qualsiasi potenza extraumana, essa acquista credibilità in senso fenomenologico sia per il carattere "divino" attribuito al Thetan (comunque sovrumano) e sia per le analogie formali e sostanziali con altre religioni, e con lo stesso cristianesimo. Per le religioni non cristiane l'esemplificazione spazia dalle popolazioni africane all'antica Roma: i sudanesi dell'Africa occidentale usavano sacrificare alla propria testa; gli antichi Romani prestavano un culto al proprio genius. Per il cristianesimo diremmo che ogni azione rituale è relativizzabile alla salvezza dell'anima.

Comunque il complesso rituale scientologista comprende, oltre alle pratiche intese alla ricognizione del Thetan e dei suoi rapporti universali (il già nominato Auditing, soprattutto, e parzialmente il Church Service), anche pratiche quali: imposizione del nome (che tiene il posto del battesimo), celebrazione del matrimonio, esecuzione di funerali.

2. L'Auditing è fenomenologicamente un rito iniziatico. È il rito d'ingresso nella Scientology, o lo è in quanto per esso si è avviati alla conoscenza del Thetan. Il giudizio (soggettivo) scientologista può divergere al riguardo dal giudizio (oggettivo) della fenomenologia religiosa; infatti la letteratura scientologista preferisce rappresentarsi l'Auditing più come un pastoral counseling che come un rito; per rifarci al cristianesimo: più simile all'azione di un consigliere spirituale (sia pure nell'ambito della confessione cattolica) che non a quella "sacramentale" del sacerdozio. Ciò in quanto ciascuno deve essere in grado di trovare in sé e da sé il proprio Thetan. Il processo ricorda vagamente il trattamento psicanalitico, ma gli scientologisti preferiscono compararlo a pratiche dello Zen.

Il rito dell'Auditing si svolge in "sessioni" dalla durata prefissata (appunto rituale). Il ministro del culto in funzione di iniziatore è detto Auditor; l'iniziando è detto Preclear. La terminologia fondata sull'"audizione" (auditing, auditor) rimuove quanto più possibile la realtà iniziatica del rito, come se anziché di un rito iniziatico si trattasse di una consulenza informale, sia pure catechetica. Al senso iniziatico, tuttavia riconduce la denominazione dell'iniziando, il pre-Clear, ossia colui che non è ancora Clear, ma aspira ad esserlo.

L'iniziazione è graduale, come nelle antiche religioni misteriche e nello stesso cristianesimo dove il perfezionamento avviene per gradi: battesimo, cresima, eucaristia, ad es., in rispondenza dell'ingresso nella cristianità, della conferma in essa, e dell'ammissione al pasto sacrale che unisce anche fisicamente il corpo umano al corpo di Cristo.

Il processo che porta dal primo grado, quello di pre-Clear, all'ultimo grado, quello di Clear, è concepito come processo di liberazione (release), e Release è il titolo di chi si è inserito in questo processo, ogni tappa del quale è indicata come Grade of release.

Il Clear è il "santo", partecipe di una "santità" che gli scientologisti preferiscono riscontrare nelle figure buddhiste dell'Arhat (il "venerabile") e del Boddhisattva, colui che ha raggiunto la buddhità ma si sofferma nella mondanità per aiutare gli altri a raggiungerla. Però il Clear è anche inteso come un computer, nel senso che ha acquisito la capacità di risolvere spassionatamente qualsiasi problema purché gliene siano forniti i dati. L'immagine del computer è usata con un certo compiacimento negli scritti scientologisti, anche per ribadire la modernità della Scientology che essi definiscono "religione dell'èra spaziale".

Con lo stesso compiacimento essi parlano dell'Electrometer inventato da Hubbard, che potremmo considerare uno strumento liturgico dell'epoca moderna caratterizzata dall'elettronica. Si tratta di un misuratore elettronico di emozioni che dovrebbe indicare oggettivamente il grado di release raggiunto dal pre-Clear in una Auditing session.

Lo strumento è definito dagli scientologisti un religious artifact, ed è per loro la prova tangibile o il simbolo stesso dell'unità sostanziale tra scienza e religione, dato che, come si legge nei loro scritti, "la distinzione tra scienza e religione è soltanto arbitraria".

3. Il servizio religioso prestato nelle chiese scientologiste non è dissimile dai servizi delle varie denominazioni protestanti operanti in America, anche se gli scientologisti tengono a rilevare la loro peculiarità, non tanto sotto il profilo formale quanto sotto quello contenutistico. Il sermone, che costituisce il nucleo del servizio, non dovrebbe imporre dogmi né minacciare pene infernali: teoricamente dovrebbe essere una specie di conferenza scientifica. Ma di fatto sostituisce i dogmi con gli assiomi di Ron Hubbard, e "minaccia" l'"inferno in vita" cui condannerebbe l'ignoranza del Thetan, o, in altri termini, a cui sono condannati coloro che non si attengono alle
"verità" hubbardiane.

Il servizio scientologista comprende anche la preghiera impetratoria, cioè un atto formale con cui il soggetto orante indirizza parole a un destinatario sovrumano ritenuto capace di esaudire le sue richieste. Ora questo atto, pur raccomandato dai manuali liturgici scientologisti, di fatto invalida la teoria dell'autoconoscenza e la pratica dell'Auditing, in quanto chiama in causa Dio, quale autore dell'universo, cui si chiede: 1) di rendere tutti capaci di riconoscere la propria natura spirituale nonché lo stesso autore dell'universo, al fine di arrivare alla "libertà totale" (Total Freedom è il titolo della preghiera in questione); 2) di far sì che non si venga più perseguitati per le proprie credenze religiose, né ci siano più guerre, povertà, bisogno. La preghiera termina con un "così sia" in cui è esplicitamente nominato Dio: "May God let it be so".

L'incongruenza tra teoria e prassi, peraltro tipica di ogni religione, si spiega in parte con il fatto che il servizio è destinato non ai soli scientologisti, bensì, come è espressamente detto, "ai membri di tutte le denominazioni", e allora perché si realizzi tra i presenti alla cerimonia una preghiera comune è necessario ricorrere anche al linguaggio religioso comune, dove appunto si parla sempre di Dio e mai del Thetan.

4. Né il rito matrimoniale né il rito funebre, peraltro previsti in varie forme e sin nei minimi dettagli dalla liturgia scientologista, derivano dalla necessità teorica del Thetan. Soltando per il rito di "imposizione del nome" al neonato, il quale tiene il posto del battesimo cristiano, si trova nella letteratura scientologista un cenno alla funzione che dovrebbe avere rispetto al Thetan. Questa è la giustificazione testuale del rito: "Lo scopo principale della Naming Ceremony è di aiutare il thetan ad orientarsi. Esso ha da poco preso possesso di un nuovo corpo. Viene a sapere che è suo e che egli opera in esso. Comunque non gli è stata detta ancora l'identità del suo corpo. Lui sa di avere intorno un certo numero di corpi adulti, ma non gli è stato ancora detto che ve ne sono di specifici i quali avranno cura del suo corpo fino al momento in cui egli saprà manovrarlo completamente". In altri termini, sarebbe la cerimonia di presentazione al Thetan dei genitori del suo corpo.

È chiaro che la giustificazione del rito d'imposizione del nome è puramente avventizia. Pertanto questo rito, al pari degli altri due, il matrimoniale e il funerario, privi di una qualsiasi giustificazione teorica, si spiegano soltanto con la formalizzazione della Scientology sub specie religionis. Se una religione, per essere tale nella nostra cultura, deve conferire un valore metastorico ad eventi "storici" quali le nascite, gli accoppiamenti e le morti dei singoli individui, o un valore culturale assoluto a realtà naturali assolute quali il nascere, l'accoppiarsi e il morire, anche la Scientology ha scelto di operare in tal senso. E in tal senso essa opera qualificandosi come una religione quali che siano i suoi presupposti "scientisti" o filosofici, e sostituendosi ad altre religioni nell'offerta di servizi destorificanti.

5. Sempre in linea con le esigenze di una formalizzazione sub specie religionis, la Scientology adotta segni distintivi capaci di orientare con immediatezza, quali la croce e l'abito talare per i ministri del culto.

La croce è una croce latina gigliata con l'aggiunta di una specie di rosa dei venti il cui centro coincide con il punto d'intersezione dei bracci della croce. Naturalmente anche per la croce, come per il rito sostitutivo del battesimo cristiano, si è trovata una giustificazione avventizia, anzi una serie di giustificazioni per vari livelli di comprensione che vanno da quelli in cui ha operato la comparative religion a quello in cui ha operato e opera Ron Hubbard, il profeta.

È a questo modo che, così come il cristianesimo ha voluto vedere la prefigurazione del sacrificio di Cristo nelle croci di culture anteriori o esteriori al cristianesimo, la Scientology trova nella storia umana prefigurazioni della dottrina esposta nel Dianetics di Ron Hubbard.
 

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