III.III. LA DIMENSIONE DELLE PRATICHE E DEI RITI

Al centro di Scientology troviamo determinate pratiche religiose, la più importante delle quali viene detta auditing o processing. Tale pratica comporta una relazione a tu per tu fra un auditor (un pastore o aspirante-pastore della chiesa di Scientology) designato ufficialmente ed una persona che sta cercando i benefici dell'auditing. Il fine di un auditor è di aiutare l'altra persona (chiamata preclear) a scoprire e cancellare le impronte debilitanti (gli engram) che sono state lasciate dalle esperienze passate. Durante una seduta di auditing, che di solito dura fino a due ore e mezza, l'auditor fa una serie strutturata di domande accusando ricevuta per ogni risposta data dal preclear, prima di porre la domanda successiva. Questo procedimento prevede anche l'utilizzo di un elettropsicometro (E-Meter) che funge da ausilio all'auditor per identificare punti di disagio o di difficoltà spirituale. Esistono svariati procedimenti di auditing, ognuno studiato per aiutare i preclear a migliorare la capacità di far fronte ad una parte della propria esistenza. Allorché si è soddisfacentemente trattata una sfera specifica della vita di una persona, il procedimento di auditing si sposta su un'altra sfera d'esistenza. L'obiettivo ultimo, che richiede molte sedute di auditing, è quello di raggiungere nuovi stati di essere denominati Clear e Thetan Operante, di cui si parlerà in forma più ampia nella sezione della dimensione empirica.

Anche se le sedute di auditing di Scientology mostrano delle affinità con le pratiche della confessione e della consulenza pastorale di alcune religioni, esse hanno le proprie caratteristiche e procedure distinte, così come la loro specifica interpretazione del significato spirituale di tali procedure. Gli Scientologist sostengono che l'efficacia delle sedute di auditing non abbia pari. Secondo una pubblicazione ufficiale:
 

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